Menu

Parlano di noi

Hanno detto di noi... Il progetto "FBC" raccontato dalle testate giornalistiche

Come Fast Breast Check viene "rivelato" dalle diverse testate giornalistiche, le quali hanno deciso di dare visibilità a questo progetto finalizzato alla prevezione delle patologie della mammella. Dell'avvio del progetto si sono occupate molte testate, specialistiche e generalistiche, locali e sportive. Ecco come hanno trattato "la notizia":

PANORAMA SANITÀ: Fast Breast Check (Fbc), è il progetto finanziato da Regione Lombardia, all’interno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 – Bando Linea R&S per aggregazione (ricerca industriale, sviluppo sperimentale), che ha l’ambizioso obiettivo di anticipare la diagnosi delle patologie della mammella con l’introduzione di un nuovo percorso di screening non-invasivo e non-radiante, che prevede l’integrazione di informazioni morfologiche e funzionali del seno.¹

IN SALUTE NEWS: Va registrato che la Lombardia è una delle regioni storicamente in prima linea nella battaglia al carcinoma mammario, sia per una precisa scelta strategica di salute al femminile (non a caso sul territorio lombardo sono sempre più numerosi gli ospedali a misura di donna: 74 strutture ospedaliere hanno ottenuto i Bollini Rosa dell’Osservatorio ONDA per il biennio 2018-2019, pari a circa un quarto del totale nazionale), sia per l’insieme di attività di screening sviluppate in base agli indirizzi regionali (in particolare vedasi: DCR 1497, 11 aprile 2017, Piano regionale di prevenzione 2014 – 2018), che anche per il chiaro sostegno alle iniziative di innovazione d’eccellenza che pongono la salute della donna al centro della propria attività di politica sanitaria regionale.²

GIORNALE DI SICILIA: Del progetto Fbc sono partner il Politecnico di Milano, la Fondazione Politecnico e le aziende Novaura (biotech) e Veespo (comunicazione digitale and feedback). «Il nuovo approccio allo screening si basa sul biomarker DeHCA, che permette di anticipare la diagnosi caratterizzando la rete di vasi sanguigni che alimenta la lesione tumorale, e che è di dimensioni molto superiori alla lesione stessa nel suo primo stadio di sviluppo». Il nuovo strumento è «potenzialmente in grado di anticipare la diagnosi di 12-18 mesi su ogni tipologia di donna, il che porterebbe a un aumento della probabilità di sopravvivenza di oltre il 40%».³

ROSA PER LA VITA: Allo scopo di dare al Progetto appropriata visibilità, si è tenuta una conferenza ospitata dalla Regione Lombardia, dove hanno partecipato, oltre a noi di Rosa per la Vita anche : - Esponenti e Funzionari di Regione Lombardia - Una Delegazione giapponese, in rappresentanza di Nomura Unison, che su licenza e seguendo progetto ha realizzato il dispositivo DeHCA Light & Sound (foto allegate, scattate in occasione della effettuazione di test di funzionamento) - Una Delegazione del Politecnico di Milano (che ha collaborato sia alla progettazione del dispositivo, sia alla organizzazione del Progetto Fast Breast Check) - Esponenti della Stampa Specializzata e generalista - Organizzazioni quali LILT, ANT, EUROPA DONNA e ROSA PER LA VITA - Esponenti e Medici Oncologi dei Centri che hanno aderito alla proposta, al momento IEO e SAN RAFFAELE.

DIRE: Presentando Fast Breast Check – che gode della presenza come testimonial di Elisa Di Francisca, 22 medaglie d’oro nel fioretto – Manuela Pizzagalli (Responsabile Promozione e sviluppo di progetti di ricerca, innovazione e sostenibilità ambientale, Fondazione Politecnico di Milano) ha sottolineato che “prevenzione efficace e diffusa, cura del paziente e non della malattia: questo è quello che Fondazione Politecnico di Milano insieme al Suo Ateneo di riferimento cerca di portare avanti, coniugando tecnologie sempre più avanzate a metodologie di screening sempre meno invasive. Grazie a tale connubio sarà possibile avvicinare sempre più donne, ma anche uomini, a esami di prevenzioni così fondamentali in patologie come quelle tumorali”. 

MILANO POST: L’innovativo strumento per la diagnostica è già pronto per gli studi clinici, che nella loro fase di sperimentazione – che inizia in questi giorni – sono affidati a due tra i più importanti centri di senologia italiani ed internazionali: Ospedale San Raffaele e Istituto Europeo di Oncologia